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Cos’è l’Insurtech e come sta rivoluzionando il mondo delle assicurazioni

Insurtech: cos'è, cosa significa

Insurtech: significato e definizione

L’insurtech è una delle trasformazioni più profonde che il settore assicurativo abbia vissuto nell’ultimo decennio. Compagnie, intermediari, broker grossisti e reti di agenzie si stanno confrontando con un nuovo modo di gestire le polizze: digitale, veloce, trasparente, centrato sia sul cliente finale sia su chi quelle polizze le distribuisce quotidianamente. In questo articolo vediamo nel dettaglio il significato del termine insurtech, come nasce, quali sono le principali innovazioni e come un broker insurtech come Probee può offrire un servizio più efficiente e supportare agenzie e collaboratori nel rendere più fluida l’intera filiera dell’intermediazione.

Partiamo dalle basi: cosa si intende per insurtech? Il termine è la crasi delle parole inglesi insurance (assicurazione) e technology (tecnologia). Insurtech significa quindi, letteralmente, “tecnologia applicata al mondo assicurativo”.

La definizione di insurtech più ampia comprende tutte le startup, le piattaforme, le applicazioni software e i modelli di business che utilizzano l’innovazione tecnologica (intelligenza artificiale, big data, cloud, automazione, API, machine learning, blockchain e app mobile) per:

    • ripensare la distribuzione delle polizze assicurative;

    • ridurre la burocrazia e i tempi di sottoscrizione;

    • personalizzare prodotti e coperture sul singolo cliente;

    • migliorare la valutazione del rischio e la gestione dei sinistri;

    • rendere l’esperienza più semplice, trasparente e accessibile sia per il cliente finale sia per chi lavora nell’intermediazione.

In sintesi, insurtech cos’è? È l’incontro tra l’industria assicurativa e l’ecosistema digitale, con l’obiettivo di superare un settore storicamente percepito come complesso, lento e poco trasparente.

Come nasce il termine Insurtech 

Come nasce il termine insurtech? L’espressione è entrata nel lessico del mondo finanziario e assicurativo intorno al 2010, sulla scia del successo del termine fintech, che indicava le innovazioni tecnologiche applicate alla finanza. Il fintech aveva già dimostrato come la tecnologia potesse disintermediare servizi bancari considerati intoccabili: pagamenti, prestiti, gestione del risparmio. Era solo questione di tempo prima che la stessa onda arrivasse anche al mondo assicurativo.

Le prime startup insurtech nascono tra il 2012 e il 2015, soprattutto negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito. Aziende come Lemonade, Oscar Health, Trov e Metromile introducono modelli rivoluzionari: polizze on-demand attivabili in pochi secondi da smartphone, premi basati sull’uso effettivo (pay-per-use), algoritmi di intelligenza artificiale per liquidare i sinistri in tempi rapidissimi, assenza totale di carta.

Il fenomeno insurtech in Italia si afferma con qualche anno di ritardo rispetto ai mercati anglosassoni, ma oggi rappresenta uno dei comparti più dinamici del panorama digitale nazionale, con una crescita costante di investimenti, partnership tra compagnie tradizionali e startup, e nuovi modelli di intermediazione. Lo testimonia anche la nascita, nel 2020, di Italian Insurtech Association (IIA), l’associazione di riferimento che riunisce compagnie, broker, intermediari e player tecnologici impegnati nella trasformazione digitale del settore, pubblica report e studi di mercato e promuove la cultura insurtech attraverso eventi, formazione e white paper.

Probee è un broker grossista italiano che ha scelto di costruire fin dall’inizio la propria operatività su una piattaforma digitale proprietaria, mettendosi al servizio della rete di agenzie e collaboratori sul territorio.

Principali innovazioni introdotte dall’insurtech 

L’insurtech non è semplicemente “vendere polizze online”: è un cambio di paradigma che coinvolge l’intera catena del valore assicurativo: dalle compagnie ai grossisti, dagli agenti ai broker, fino al cliente finale. Le innovazioni più rilevanti dell’insurtech riguardano:

    • Sottoscrizione digitale end-to-end: la polizza può essere preventivata, personalizzata, firmata e pagata interamente online, con firma elettronica a norma di legge. Non servono più appuntamenti interlocutori, moduli cartacei, invii postali o scambi di email con allegati dispersi.

    • Intelligenza artificiale e analisi dei dati: algoritmi di machine learning permettono una valutazione del rischio più precisa, una personalizzazione avanzata delle coperture e una gestione dei sinistri più rapida, con modelli predittivi che riducono le frodi.

    • Internet of Things (IoT) e telematica: sensori, wearable, scatole nere auto e dispositivi smart home alimentano polizze dinamiche, dove il premio si adatta al comportamento reale dell’assicurato (pay-how-you-drive, pay-how-you-live).

    • Automazione dei processi: i flussi operativi — dalla raccolta documentale alla quotazione, fino alla gestione dei sinistri — sono automatizzati, riducendo errori, tempi di attesa e costi di gestione a beneficio di tutta la filiera.

    • Customer experience omnicanale: app, chatbot, assistenza video, portali self-service, live chat e CRM integrati permettono di gestire la posizione assicurativa in qualunque momento e da qualunque dispositivo.

    • Polizze modulari e on-demand: l’assicurato può attivare, sospendere o modificare coperture in tempo reale, pagando solo per ciò di cui ha effettivamente bisogno.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo

Tra tutte le tecnologie insurtech, l’intelligenza artificiale è probabilmente quella con l’impatto più profondo. Il principale vantaggio dell’AI nel settore assicurativo è la capacità di trasformare enormi volumi di dati in decisioni rapide e precise:

    • profilazione del rischio più accurata;

    • pricing dinamico;

    • rilevamento delle frodi in tempo reale;

    • liquidazione automatizzata dei sinistri semplici;

    • chatbot per il customer care di primo livello e analisi predittiva sulle esigenze del cliente.

Il risultato, per il cliente finale, è un servizio più rapido, premi più equi (perché basati sul rischio reale e non su categorie generiche) e tempi di gestione dei sinistri drasticamente ridotti. Per broker e agenzie significa meno tempo speso in attività a basso valore aggiunto e più spazio per la consulenza.

Insurtech: cloud e gestione digitale dei documenti assicurativi

L’adozione del cloud nel settore assicurativo è uno dei pilastri, spesso invisibili, dell’insurtech. Il vantaggio principale del cloud nella gestione dei documenti assicurativi è duplice: da un lato consente un accesso sicuro ai documenti in qualunque momento e da qualunque dispositivo (polizze, appendici, quietanze, certificati); dall’altro garantisce conservazione sostitutiva a norma di legge, backup automatici, crittografia dei dati sensibili e aggiornamenti immediati disponibili nell’area riservata.

Addio faldoni di carta, scadenze perse nei cassetti e documenti introvabili nel momento in cui servono davvero. Per un’agenzia significa poter lavorare da qualunque postazione — ufficio, smart working, appuntamento dal cliente — con la stessa operatività di sempre.

Insurtech broker: il nuovo modo di intermediare le polizze

Uno dei ruoli più interessanti nell’ecosistema insurtech è quello dell’insurtech broker: un broker assicurativo che unisce l’indipendenza tipica della figura tradizionale a un’infrastruttura tecnologica avanzata. Il risultato è un servizio più rapido, trasparente e realmente “su misura”, sia per il cliente finale sia per la rete di intermediari che lo distribuisce.

Un insurtech broker opera tipicamente attraverso:

    • piattaforme proprietarie di comparazione multi-compagnia;

    • processi di sottoscrizione completamente digitali, paperless;

    • firma elettronica e conservazione sostitutiva a norma di legge;

    • dashboard di controllo per consultare e gestire le polizze del proprio portafoglio;

    • canali di assistenza ibridi: live chat, messaggistica istantanea, videocall e — quando serve — un consulente umano in carne e ossa.

La differenza rispetto alle semplici piattaforme di comparazione online è sostanziale: il broker è un intermediario iscritto al Registro Unico degli Intermediari (RUI) tenuto da IVASS, che ha l’obbligo di agire nel miglior interesse del cliente e non per conto di una specifica compagnia.

Il broker grossista nell’era insurtech

Nel mercato italiano una figura in forte evoluzione è quella del broker grossista: un soggetto che non lavora direttamente con il cliente finale ma mette a disposizione delle agenzie e dei collaboratori sul territorio pacchetti assicurativi competitivi, strumenti di quotazione, supporto tecnico e gestione operativa delle pratiche.

L’insurtech sta cambiando radicalmente anche questo segmento. Un broker grossista digitale può oggi:

    • offrire ai collaboratori una piattaforma cloud per gestire l’intero ciclo della pratica assicurativa, dalla richiesta al pagamento;

    • automatizzare la fase di quotazione, consegnando preventivi in pochi minuti;

    • fornire live chat integrata per risolvere dubbi, integrazioni documentali e casi particolari senza passaggi via email;

    • monitorare in tempo reale lo stato delle pratiche, le performance della rete e l’andamento del portafoglio.

Per un’agenzia sul territorio, appoggiarsi a un broker grossista insurtech significa poter competere con reti molto più grandi, alleggerire il back office e dedicare più tempo alla relazione con il cliente finale, che resta la vera leva distintiva dell’intermediazione locale.

Probee: l’insurtech broker grossista italiano

Probee è un esempio concreto di come l’insurtech possa essere declinato nel mondo del brokering grossista B2B. Nata come broker giovanissimo e completamente digitale, Probee vende polizze per conto di compagnie di assicurazione appoggiandosi a una rete di circa 80 collaboratori attivi sul territorio nazionale, con focalizzazione nel centro-nord Italia e una forte componente motor (auto, moto, autocarri) come core business.

Il modello Probee si basa su tre pilastri:

    • Infrastruttura tecnologica proprietaria. Un software cloud custom con funzioni integrate di CRM che automatizza i processi di quotazione e stipula delle polizze, gestisce l’intero flusso documentale e permette un monitoraggio costante dell’andamento del business. Il collaboratore sul territorio accede a un’unica piattaforma per richiedere preventivi, caricare documenti, seguire lo stato della pratica e archiviare le polizze;

    • Deburocratizzazione della polizza. Tutto il processo — dalla richiesta di quotazione alla stipula — avviene in modalità totalmente digitale, prima di arrivare alla polizza su carta. Paperless is more: meno burocrazia, meno attese, meno moduli da firmare, più tempo per la consulenza. I tempi medi lo confermano: generazione dell’offerta: circa 7 minuti; erogazione della polizza: circa 1 ora. Numeri che raccontano una piattaforma realmente pensata per velocizzare il lavoro degli intermediari, senza sacrificare la qualità del controllo.

    • Relazione umana come carattere distintivo. Probee è digitale, ma non si nasconde dietro uno schermo. Non esiste un centralino telefonico: ogni collaboratore ha un riferimento diretto e un sistema di live chat integrato in piattaforma che azzera i tempi morti dello scambio di informazioni. L’emissione della polizza è volutamente non automatizzata: viene gestita dalla stessa persona che ha seguito la pratica, come scelta di responsabilità e controllo qualità. Il risultato sono tempi di risposta mediamente più brevi rispetto agli standard di mercato e un rapporto fiduciario che è una vera leva competitiva.

Dietro il progetto ci sono serietà, professionalità e affidabilità come valori guida, e un’organizzazione snella e orizzontale che lavora prevalentemente in smart working, la stessa filosofia agile che la piattaforma abilita per tutta la rete.

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